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T.I. ABILITO”: quando la robotica e la narrazione digitale trasformano la scuola

Venerdì 17 novembre si è svolto al teatro dell’Istituto Comprensivo di Laurenzana l’evento conclusivo dell’attività di robotica educativa del progetto pilota “T.I. ABILITO — Tecnologia e Intelligenza artificiale per la cura, l’inclusione e la corretta comunicazione della disabilità”, un percorso educativo che ha unito innovazione didattica, inclusione e tecnologie digitali per oltre trenta settimane di laboratori, attività pratiche e sperimentazione in classe.
Un progetto nato dalla collaborazione tra scuola, terzo settore e Università
Il progetto, candidato da Promozione 80 Cooperativa Sociale arl (ente capofila) e realizzato con la Cooperativa sociale La Meridiana, è stato progettato e supportato anche dall’Università degli Studi di Torino e dall’Istituto Comprensivo di Laurenzana, dando vita a una rete territoriale interdisciplinare tesa a integrare tecnologie e pratica didattica quotidiana.
Come si è svolta l’attività in classe: robotica, varietà di linguaggi e inclusione
Durante l’anno scolastico 2024/2025 due classi (la 2ª e la 3ª A) hanno partecipato a un ciclo di laboratori di robotica educativa per tre ore a settimana, per un totale di circa 100 ore complessive. I laboratori sono stati condotti dal docente della classe affiancato da un operatore della Cooperativa La Meridiana Onlus: insieme hanno sperimentato modalità cooperative, multimodali e interattive che hanno trasformato la “geometria” della classe tradizionale in un nuovo setting laboratoriale. Anche gli alunni con disabilità intellettiva hanno potuto utilizzare i linguaggi digitali come mezzo privilegiato per apprendere, comunicare e sviluppare competenze operative e cognitive.
I bambini protagonisti: storie, personaggi e valori
Fin dall’avvio del progetto gli operatori hanno seguito una formazione specifica sulla robotica educativa e sugli strumenti impiegati. I bambini hanno partecipato con entusiasmo, curiosità e impegno a tutte le fasi progettuali: dall’ideazione della storia alla creazione di personaggi e scenografie, fino alla realizzazione di digital storytelling personalizzati per ogni classe. Le tematiche scelte spontaneamente dai bambini — rispetto, amicizia, collaborazione e gentilezza — testimoniano la centralità del valore educativo del percorso e la sua capacità di mettere al centro competenze emotive e relazionali oltre che tecniche.
L’evento conclusivo: festa, riflessione e restituzione alla comunità
L’evento finale del 17 novembre ha rappresentato una doppia occasione: quella della festa per celebrare il lavoro dei più piccoli e quella della riflessione su come la tecnologia, se guidata da metodo e consapevolezza, possa diventare un ponte verso l’inclusione. Durante la presentazione i bambini hanno mostrato lo storytelling realizzato, le attività svolte e i risultati del loro impegno; all’incontro hanno preso parte la Dirigente Scolastica, il Sindaco, i referenti delle cooperative coinvolte e le operatrici del progetto, insieme ai genitori e alla comunità scolastica.
Risultati osservati e valore aggiunto del percorso
Dal materiale raccolto e dalle esperienze descritte emerge con chiarezza che la robotica educativa ha offerto ai bambini:
- un nuovo strumento di conoscenza e apprendimento, accessibile e motivante;
- opportunità di espressione creativa attraverso la narrazione digitale;
- modalità inclusive che hanno facilitato la partecipazione anche degli alunni con disabilità.
Il coinvolgimento attivo delle insegnanti e la formazione specialistica degli operatori sono stati elementi chiave per il successo del progetto e per l’inserimento sostenibile delle attività nei contesti didattici.
Prospettive future e raccomandazioni
L’esperienza dell’IC di Laurenzana costituisce un esempio concreto di come investimenti mirati nella formazione, nella cooperazione tra scuola-terzo settore-università e nell’adozione di tecnologie didattiche possano ridurre gli ostacoli alla partecipazione scolastica e favorire l’inclusione. Alcuni suggerimenti per futuri sviluppi:
- consolidare i laboratori come prassi ordinaria nelle scuole interessate;
- predisporre momenti di formazione continua per docenti e operatori;
- creare materiali e linee guida utili alla replicabilità del progetto in altri contesti territoriali;
- coinvolgere maggiormente le famiglie in momenti di restituzione e formazione sui linguaggi digitali e inclusivi.
Un’esperienza che lascia il segno
I piccoli protagonisti di Laurenzana hanno dimostrato che, con guida e opportunità adeguate, la tecnologia non allontana dalla dimensione umana della scuola, ma può anzi amplificarla, dando voce ai valori che contano: rispetto, amicizia, collaborazione e gentilezza.



